mercoledì 28 novembre 2012

Di Maya e mostri

Anche quest'anno sto tenendo un corso di fumetto, e per la prima volta abbiamo dovuto fare 2 classi perchè si sono presentati una marea di iscritti. Per inconvenienti tecnici una sera non avevamo le chiavi per aprire la seconda aula, e ci siamo ritrovati con le 2 classi unite in una stanza che sembrava di stare in piazza durante il mercato.
Del tipo EHILAGGIU'! AVETECAPITO COME E'FATTOUNBUSTO O VENGOA DISEGNARVELO PIU'VICINO?!

Essendo un corso di fumetto base, lo scopo entro la fine delle lezioni è quello di disegnare almeno una tavola completa. Io gli faccio fare una storia unica e ognuno disegna una pagina. Ecco, la creazione della storia è sempre il momento cruciale, perchè io li interpello a salto ("dove siamo?" "cosa succede?" "perchè questo tipo sta correndo?" "arriva in questo posto e cosa vede?"), e cerco di dare un senso compiuto alla trama e alla successione degli eventi.
E' in questi momenti che si manifesta il bambino latente in uomini di 30 anni:
"Lo sciamano e il bambino sentono un rumore, cosa sta succedendo fuori dalla tenda?"
"...arriva un mostro gigante a 3 teste sputafuoco!"
"Ehm...ok, e cosa fa lo sciamano?"
"dice -NO!- e trasforma il bambino in un cammello!"
"...ah"

Alla fine questa parte abbiamo democraticamente deciso di toglierla (l'ho deciso io), ma il cammello sul finale sono comunque riuscito a inserirlo.

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